Sintesi su “Pensieri e visioni sul Bello Buono e Benfatto”

Sì è appena concluso il ciclo di conferenze “Pensieri e visioni sul Bello, Buono e Benfatto” il primo appuntamento pubblico del Distretto Culturale Evoluto piceno, progetto capitanato dal Consorzio Universitario Piceno.

Tre giorni di stimoli, confronto e scambio, rispettivamente sui concetti di bello, buono e benfatto, attraverso il fil rouge del design. Ricca e puntuale la programmazione pensata dalla Scuola di Architettura e Design “Eduardo Vittoria”, coordinatore scientifico del progetto, che ha invitato un parterre di relatori, moderati da un brillante Vanni Pasca, abili nell'esplorare argomenti complessi coinvolgendo la platea.

Grande partecipazione, pubblico composito tra studenti, addetti ai lavori, docenti universitari, aziende e cittadinanza, tutti piacevolmente rapiti dagli interventi competenti e accattivanti che si sono susseguiti. 

Giovedì 4 dicembre si è parlato di Bello. Trait d'union della giornata la bellezza come evento, inaspettato, che genera stupore, che va oltre il convenzionale. Alle riflessioni del professore di estetica Mario Perniola, che dopo una premessa teorica, avvalendosi di un parallelismo tra filosofia e moda, filosofo e sarto, ha calato il concetto di bello nella contemporaneità, è seguita l'analisi psicoanalitica di matrice lacaniana del ricercatore Matteo Bonazzi incentrata sull'innesto tra psicoanalisi, bellezza e design e sulla trasformazione dell'estetica contemporanea. Ha concluso la prima sessione l'architetto Franco Raggi, che ha indagato il legame tra design e bellezza, soffermandosi, tra le altre cose, sul rapporto tra funzione, forma, messaggio di un oggetto.

Protagonista di venerdì 5 il Buono. E il Food Design l'argomento principe. Ad aprire le danze il semiotico palermitano Dario Mangano che attraverso un insieme di tesi ha descritto il food design a partire dall'imprescindibile “buono da pensare”, portando buone prassi a sostegno. Si concentra sui sensi, sulle percezioni e sui processi il contributo del food designer Paolo Barichella che pone l'attenzione sulla creazione di soluzioni efficaci sempre di più “fuori dal piatto”. A chiudere la mattinata densa di spunti il giornalista Antonio Attorre, presidente onorario di Slow Food Marche, che focalizzandosi sui problemi che può risolvere il food design, innanzitutto contro la banalizzazione del prodotto, esplora casi marchigiani esemplari.

E sabato è stata la volta del Benfatto. Sono le definizioni di benfatto, le sue applicazioni, i suoi legami con design e cultura i temi della carrellata di contributi. Il benfatto collocato tra la moltiplicazione dei dettagli e la moltiplicazione delle alternative dal semiologo, professore di semiotica dell'arte e dei linguaggi Palo Maria Fabbri. Il benfatto tutt'uno con il “ben progettato” nelle parole dell'imprenditore Eugenio Perazza, presidente di Magis, un'azienda che da quarant'anni investe nel design che chiosa con una serie di consigli “di vita” agli studenti in sala. Il benfatto definito “pensiero con le mani” dal sociologo studioso di comunicazione e marketing Mauro Ferraresi che indaga il Made in Italy nelle sue sfaccettature. Il benfatto tra fab lab e maker space l'esperienza del sociologo e attivista digitale Betram Niessen, tra sperimentazione, non finitezza, riconversione contemporanea dei capitali, intelligenza collettiva e pubblico produttivo.  

Vi racconteremo una per una, in dettaglio, le relazioni che hanno arricchito in questi giorni il Piceno, offrendo input preziosi e generando connessioni proattive. Il viaggio è iniziato, vi terremo aggiornati sugli sviluppi!

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Progetto realizzato dal Consorzio Universitario Piceno, con il contributo scientifico della Scuola Architettura e Design "E. Vittoria", promosso e sostenuto dalla Regione Marche e dalla Camera di Commercio di Ascoli Piceno